La storia del tranviere romano e i biglietti del Lotto: ventitré ottobre duemilaventisei
Una ricostruzione narrativa di fantasia tra rotaie, attese familiari e piccoli segni affidati alla memoria
Una ricostruzione narrativa di fantasia tra rotaie, attese familiari e piccoli segni affidati alla memoria
Una ricostruzione narrativa nella Roma degli anni Trenta, tra bottoni conservati, lavoro paziente e una decisione che cambia il senso della speranza.
Nella Roma degli anni Cinquanta, tra il profumo del pane e i sogni affidati alla carta, una esitazione diventa una lezione sulla memoria e sulla speranza.
Una ricostruzione narrativa nella Roma degli anni Quaranta, tra confidenze raccolte sul pianerottolo, silenzi di famiglia e il bisogno di affidare la speranza alla carta.
Una ricostruzione narrativa dichiarata, tra una Roma di botteghe, conti segnati a matita e speranze tenute con i piedi per terra.
Una ricostruzione narrativa nella Roma degli anni Trenta: tra bottoni, numeri e una scelta difficile, il Lotto resta un linguaggio della speranza, non una certezza.
Una ricostruzione narrativa dichiarata, ambientata nella Roma degli anni Cinquanta, dove un fornaio raccoglieva i sogni dei clienti e una giocata mancata diventava una lezione di prudenza.
Una ricostruzione narrativa nella Roma degli anni Quaranta, tra scale ascoltate, sogni affidati alla carta e memoria popolare.
Un racconto ricostruito tra registri ingialliti, partenze difficili e una giocata nata quasi per caso
Una ricostruzione narrativa dichiarata nella Roma degli anni Trenta, tra lavoro, prudenza e numeri affidati alla tradizione popolare.
Una ricostruzione narrativa tra registri ingialliti, una giocata affidata alla speranza e il richiamo prudente dell’estrazione più recente.