- Quando le estrazioni del Lotto sembrano fin troppo ordinate
- Perché lo stesso numero può uscire su più ruote
- Che cosa sono i numeri isotopi
- Isocronismo e isotopismo non sono la stessa cosa
- Lo stesso ambo su più ruote è davvero così strano?
- Il numero appena uscito può tornare subito?
- Decine, figure e cadenze: i gruppi che sembrano attirarsi
- Perché vediamo disegni anche dove potrebbe esserci soltanto il caso
- L’ultima estrazione ci mostra anche il caso opposto
- Studiare le estrazioni senza diventarne prigionieri
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Perché gli stessi numeri, gli ambi, le figure e le cadenze possono comparire su più ruote senza rappresentare necessariamente un’anomalia?
Quando le estrazioni del Lotto sembrano fin troppo ordinate
Succede spesso. Il giocatore prende il quadro delle estrazioni, comincia a scorrere le ruote e, matita alla mano, cerchia un numero a Bari, poi lo ritrova a Firenze, a Napoli o sulla Nazionale.
Un altro numero compare nella stessa posizione su due ruote. Poco più avanti si scopre che un ambo è presente sia a Milano sia a Palermo. Qualche volta, più raramente, arrivano persino tre numeri uguali su due ruote.
A quel punto la domanda nasce spontanea:
«Ma com’è possibile che si ripetano così tanti numeri?»
Qualcuno si limita alla sorpresa. Altri cominciano a sospettare che vi sia qualcosa di strano. Altri ancora vedono in ogni ripetizione un segnale per il concorso successivo.
Diciamocelo pure, senza tanti giri di parole: quando i numeri sembrano rincorrersi da una ruota all’altra, il dubbio può venire. Soprattutto a chi guarda le estrazioni da molti anni e ricorda serate nelle quali pareva che ogni ruota avesse una storia completamente diversa.
Occorre però distinguere ciò che colpisce il nostro occhio da ciò che, statisticamente, può accadere senza rappresentare alcuna anomalia.
Vediamo allora, con semplicità, di che cosa stiamo parlando.
Perché lo stesso numero può uscire su più ruote
In ogni concorso del Lotto vengono estratti cinque numeri su ciascuna delle undici ruote, comprendendo anche la Nazionale.
Davanti a noi compaiono quindi 55 estratti, distribuiti su undici cinquine.
I numeri possibili sono 90, ma c’è un passaggio decisivo che spesso viene dimenticato: un numero estratto su una ruota non viene cancellato dalle altre.
Se il 27 esce a Bari, può uscire anche a Cagliari, Firenze, Roma o Venezia nella medesima serata. Le ruote vengono considerate separatamente e la presenza del 27 a Bari non impedisce che lo stesso numero venga estratto altrove.
Non ci si deve quindi stupire se, all’interno di 55 posizioni, alcuni numeri compaiono più di una volta.
Il nostro cervello, però, lavora in un modo particolare. Il numero ripetuto lo vediamo immediatamente. Gli altri, quelli comparsi una sola volta, passano quasi inosservati.
Se il 46 compare su tre ruote, lo cerchiamo, lo sottolineiamo e magari lo mostriamo a chi ci è vicino. Se quaranta numeri non si ripetono, nessuno prende la penna per festeggiare la loro solitudine.
È umano.
Noi siamo portati a riconoscere i richiami, le simmetrie e le coincidenze. Non significa che non dobbiamo studiarli. Significa soltanto che dobbiamo sapere che cosa stiamo osservando prima di trarne una conclusione.
Che cosa sono i numeri isotopi
L’isotopismo si verifica quando lo stesso numero viene estratto nella stessa posizione su due o più ruote.
Facciamo un esempio concreto:
Bari: 27 come primo estratto;
Milano: 27 come primo estratto.
Il 27 è presente su entrambe le ruote e occupa la medesima posizione. Siamo quindi davanti a un numero isotopo.
Se invece il 27 fosse primo estratto a Bari e quarto estratto a Milano, avremmo certamente una ripetizione, ma non un isotopismo.
La differenza è tutta qui:
stesso numero su più ruote: numero ripetuto;
stesso numero, nella stessa posizione: numero isotopo.
Può capitare anche che l’isotopismo interessi tre ruote. Naturalmente, più aumentano le ruote coinvolte, meno frequente diventa la condizione.
Meno frequente, però, non significa misteriosa.
E soprattutto non significa che da quell’isotopismo debba obbligatoriamente nascere una vincita.
Su questo punto preferisco essere chiaro. Una condizione estrazionale può meritare attenzione e diventare il punto di partenza di una ricerca. Per trasformarla in un metodo occorre però stabilire regole precise, esaminare i precedenti e contare anche i casi negativi.
Altrimenti non abbiamo un metodo. Abbiamo soltanto una bella coincidenza cerchiata sul foglio.
Isocronismo e isotopismo non sono la stessa cosa
I due termini vengono spesso usati come se fossero sinonimi, ma indicano situazioni differenti.
L’isotopismo, come abbiamo visto, riguarda la posizione occupata dallo stesso numero su ruote diverse.
L’isocronismo riguarda invece il ritardo o, per dirla in maniera ancora più semplice, il momento dell’ultima uscita.
Supponiamo che il numero 18 sulla ruota di Bari e il 64 sulla ruota di Roma siano stati estratti entrambi dieci concorsi fa. Se, da allora, nessuno dei due è più comparso sulle rispettive ruote, entrambi possiedono lo stesso ritardo.
I due numeri sono quindi isocroni.
Non devono essere necessariamente uguali. Possono essere numeri completamente diversi, accomunati dal fatto di aver iniziato a maturare il ritardo nello stesso momento.
Anche lo stesso numero, estratto contemporaneamente su due ruote, può iniziare un percorso isocrono. Dal concorso successivo avrà infatti lo stesso ritardo su entrambe, almeno sino a quando non tornerà su una delle due ruote.
Riassumiamo senza complicare ciò che è semplice:
isotopo: stesso numero nella stessa posizione;
isocrono: numeri che possiedono lo stesso ritardo perché la loro ultima uscita risale al medesimo concorso.
C’è da aggiungere una precisazione. L’isocronismo non si giudica guardando soltanto la tabella di una serata. Occorre confrontare lo storico e verificare quando i numeri sono usciti l’ultima volta.
Questa distinzione è importante, perché nel Lotto basta usare una parola al posto di un’altra e, strada facendo, si finisce per studiare una condizione diversa da quella che si credeva di avere davanti.
Lo stesso ambo su più ruote è davvero così strano?
Ogni cinquina contiene dieci ambi.
Se, per esempio, una ruota presenta:
12 – 25 – 47 – 68 – 81
gli ambi possibili non sono soltanto quelli formati da numeri vicini. Ogni numero si abbina agli altri quattro, producendo complessivamente dieci coppie.
Poiché le ruote sono undici, in una sola estrazione possiamo osservare 110 ambi, considerando tutte le combinazioni interne alle cinquine.
A questo punto può succedere che la stessa coppia compaia su due ruote.
Per esempio:
Bari contiene 12 e 47;
Venezia contiene 47 e 12.
L’ordine non cambia nulla. L’ambo è sempre 12-47.
Certamente un ambo ripetuto è meno comune della semplice presenza dello stesso numero su più ruote, perché richiede che coincidano due elementi. Ma rimane una possibilità prevista dal gioco.
Il discorso diventa ancora più interessante quando si ripete un terno.
Anche una cinquina contiene dieci terni. Se tre numeri identici compaiono su due ruote, la condizione colpisce molto di più, perché è decisamente meno frequente.
Rara, sì.
Impossibile, no.
Questa è una distinzione che nel Lotto dovrebbe accompagnarci sempre. Gli eventi rari, prima o poi, accadono proprio perché non sono impossibili. Quando si manifestano tutti insieme sembrano costruiti apposta per meravigliarci. In realtà siamo noi a guardarli dopo che sono accaduti, con il vantaggio del senno di poi.
Il numero appena uscito può tornare subito?
Un’altra lamentela riguarda le ripetizioni sulla stessa ruota da un concorso al successivo.
«È appena uscito e già lo hanno rimesso», dice qualcuno.
Ma il numero non viene “rimesso”. Viene estratto nuovamente.
Se il 36 è uscito a Roma, nel concorso successivo possiede ancora la stessa possibilità teorica degli altri numeri di comparire sulla ruota di Roma.
Non deve riposare. Non è stanco. Non conserva memoria della serata precedente.
Per ogni singolo numero, la probabilità di essere compreso tra i cinque estratti di una ruota è, a ogni concorso, pari a 5 su 90, cioè una su 18.
La sua uscita precedente non gli toglie e non gli aggiunge possibilità nel nuovo concorso.
Può quindi:
ripetersi immediatamente;
tornare dopo pochi concorsi;
rimanere assente a lungo.
Noi siamo portati a pensare che il numero appena estratto debba lasciare spazio agli altri, mentre quello molto ritardatario debba ormai presentarsi.
Il ragionamento è comprensibile, ma il caso non distribuisce i turni come il salumiere distribuisce i numeretti al banco.
Un numero può tornare due volte di seguito e un altro può mancare per cento estrazioni. Il ritardo è un dato storico utile per le analisi, non un contratto che obbliga il numero a uscire.
Decine, figure e cadenze: i gruppi che sembrano attirarsi
Oltre ai numeri ripetuti, molti giocatori notano la presenza di ambi e terni appartenenti alla stessa decina, alla medesima figura o a una sola cadenza.
Vediamo di che cosa si tratta.
Numeri della stessa decina
Appartengono alla stessa decina numeri come:
21
24
27
29
Se tre o quattro di questi numeri compaiono nella stessa cinquina, l’estrazione assume un aspetto particolare. Sembra quasi che quella decina abbia attirato tutti i propri componenti.
In realtà la concentrazione è possibile proprio perché ogni decina contiene più numeri.
Numeri della stessa cadenza
La cadenza è determinata dall’ultima cifra.
Appartengono, per esempio, alla cadenza 7:
7
17
27
37
47
57
67
77
87
Se in una cinquina troviamo 17, 47 e 87, siamo davanti a un terno in cadenza 7.
Colpisce, naturalmente. Ma quei numeri appartengono a un gruppo di nove elementi e possono quindi incontrarsi nella stessa estrazione.
Numeri della stessa figura
La figura si ricava sommando le cifre e riducendo il risultato a un valore compreso tra 1 e 9.
Per esempio:
14 appartiene alla figura 5, perché 1 + 4 = 5
32 appartiene alla figura 5, perché 3 + 2 = 5
77 appartiene alla figura 5, perché 7 + 7 = 14 e 1 + 4 = 5
Numeri apparentemente lontani possono quindi appartenere alla medesima figura.
Quando più numeri dello stesso gruppo compaiono insieme, possiamo certamente studiare la disposizione. Non dobbiamo però confondere la classificazione con una forza nascosta.
Decine, figure e cadenze sono modi utili per ordinare i numeri. Non sono calamite.
Perché vediamo disegni anche dove potrebbe esserci soltanto il caso
Il nostro cervello non ama il disordine.
Quando osserva una serie di numeri, cerca immediatamente un collegamento: una somma, una distanza, una cadenza, una figura, una simmetria o una ripetizione.
È anche grazie a questa capacità che sono nati molti metodi del Lotto. Qualcuno ha notato una condizione, l’ha studiata nel passato e ha provato a capire se potesse produrre determinati esiti.
Non vi è nulla di sbagliato.
L’errore comincia quando la semplice osservazione viene trasformata in certezza.
Poniamo che, dopo un isotopismo, un certo ambo sia uscito tre volte consecutive nei precedenti esaminati. Il dato è interessante. Ma prima di parlare di metodo occorre domandarsi:
quanti casi sono stati controllati?
le regole erano state stabilite prima di vedere gli esiti?
sono stati considerati anche i casi contrari?
le ruote e i colpi sono rimasti sempre gli stessi?
la previsione nasce dalla condizione oppure è stata adattata dopo?
Basta cambiare una regola strada facendo per far diventare vincente quasi qualunque procedura retroattiva.
Per quanto mi riguarda, una coincidenza merita curiosità. Una ricerca completa merita attenzione. Una promessa, nel Lotto, non la merita mai.
L’ultima estrazione ci mostra anche il caso opposto
Prendiamo ora l’ultima estrazione analizzata, quella del 14 luglio 2026.
Nel controllo effettuato non sono emersi numeri isotopi da segnalare, non risultano particolari condizioni isocrone riferite all’analisi considerata e non è comparso nemmeno un ambo identico su due ruote.
Qualcuno potrebbe osservare:
«Ecco, questa sì che è un’estrazione normale.»
Ma sarebbe una conclusione troppo svelta.
L’estrazione del 14 luglio non è più normale di una serata nella quale troviamo numeri ripetuti, isotopismi e ambi uguali. Rappresenta semplicemente l’altro volto della variabilità.
In alcuni concorsi i collegamenti saltano subito agli occhi. In altri le ruote appaiono più distinte e non offrono richiami particolarmente evidenti.
Entrambe le situazioni sono possibili.
Anzi, se tutte le estrazioni presentassero ogni volta lo stesso numero di ripetizioni, gli stessi isotopismi e la medesima distribuzione di cadenze, allora sì che avremmo qualcosa su cui interrogarci.
Il caso non deve apparire sempre disordinato. Qualche volta produce una disposizione quasi geometrica; altre volte sparpaglia i numeri senza lasciare fili facili da seguire.
L’estrazione del 14 luglio, quindi, non smentisce la spiegazione data prima. La completa.
Ci mostra che le ripetizioni non sono obbligatorie, così come la loro presenza non rappresenta automaticamente un’anomalia.
Studiare le estrazioni senza diventarne prigionieri
Io credo che osservare le estrazioni sia utile.
Un numero ripetuto, un isotopismo, un rapporto isocrono o un ambo uguale su più ruote possono diventare il punto di partenza di una ricerca seria. Molti studi interessanti sono nati proprio da un dettaglio che altri avevano trascurato.
Occorre però lasciare ogni cosa al proprio posto.
Il dato è ciò che è accaduto.
L’interpretazione è il significato che proviamo ad attribuirgli.
La previsione è una possibilità costruita secondo determinate regole.
La certezza, invece, non appartiene al Lotto.
Questa distinzione non spegne il piacere dello studio. Al contrario, lo rende più onesto e, a mio giudizio, anche più affascinante. Perché cercare di comprendere il caso è una cosa; fingere di comandarlo è tutt’altra faccenda.
Continuate quindi a guardare le estrazioni, a confrontare le ruote e a segnare le condizioni che vi sembrano interessanti. Fatelo con curiosità, ma anche con il sale in zucca.
Alla fine della serata il foglio potrà essere pieno di cerchi, frecce e sottolineature. Non sarà la prova che qualcuno abbia disegnato quei numeri. Sarà, semmai, la prova che noi uomini cerchiamo un filo anche quando il caso, dopo averlo annodato, si diverte subito a scioglierlo.
Per altre analisi, previsioni e metodi potete continuare a seguire Lotto Gazzetta, dove cerchiamo di separare sempre ciò che i dati mostrano da ciò che possiamo soltanto sperare.
Per i risultati ufficiali è opportuno consultare le estrazioni pubblicate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Potete inoltre partecipare alle discussioni nel gruppo Facebook Il Nostro gruppo lotto:
https://www.facebook.com/groups/LOTTO.90
Il Lotto deve restare un gioco per adulti. Si può inseguire un numero. Non si devono inseguire le perdite.
La proposta di gioco
Ruote di gioco: Napoli e Palermo
Ambo secco: 8 – 83
La proposta nasce come semplice indicazione di gioco e va seguita con una posta contenuta. Il Lotto rimane un gioco aleatorio e non offre certezze di vincita.
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AVVERTENZE E GIOCO RESPONSABILE
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Per informazioni e supporto sulle probabilità di vincita e sui rischi del gioco, consulta il sito dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (www.adm.gov.it).






