Il Quaderno della Nonna e il valore della fortuna nel Lotto
La saggezza del Quaderno contro l’ingratitudine
Oggi, appena ho varcato la soglia di casa della Nonna, ho capito subito che l’aria era diversa dal solito. Non c’era il solito profumo di ciambellone appena sfornato che solitamente invade il pianerottolo, quel profumo che ti abbraccia prima ancora che lei apra la porta. Sono entrato in cucina e l’ho trovata lì, seduta sulla sua poltrona di velluto un po’ liso, vicino alla finestra, con lo sguardo perso oltre i vetri appannati. La moka sul fuoco borbottava sommessamente, come se volesse richiamare la sua attenzione, ma lei non si muoveva.
«Nonna, il caffè è pronto», le ho detto avvicinandomi e posandole una mano sulla spalla. Lei ha sussultato leggermente, poi mi ha guardato con quegli occhi che, nonostante gli anni, sono solitamente pieni di luce. Ma oggi quella luce era velata da una sottile ombra di malinconia. Ha sospirato, un sospiro lungo, che sapeva di stanchezza antica.
«Gino, nipotino mio… forse è arrivato il momento di chiudere il Quaderno», ha esordito con una voce che mi ha stretto il cuore. Mi ha raccontato di aver letto alcuni commenti, di aver saputo che qualcuno è arrabbiato perché le ultime previsioni non hanno portato la vincita sperata. È rimasta ferita, non per l’orgoglio, ma perché lei mette il cuore in quello che fa per voi, nipotini miei, e vedere che qualcuno non capisce lo spirito di questo appuntamento la addolora profondamente.
Il Segreto del Quaderno: Un dono, non una promessa
Mentre versavo il caffè nelle tazzine di porcellana sbeccata, la Nonna ha allungato la mano verso la credenza e ha tirato fuori il suo famoso Quaderno dei Segreti. È un oggetto che emana una dignità quasi sacra: la copertina è tenuta insieme da un nastro di stoffa, le pagine sono ingiallite dal tempo e sature del profumo di tabacco da pipa del nonno e di lavanda. Su quelle pagine, scritte con una calligrafia che trema un po’ ma che resta decisa nei concetti, ci sono decenni di vita, di numeri osservati, di sogni interpretati e di cicli che si ripetono.
«Vedi, Gino», mi ha detto sfogliando le pagine con estrema delicatezza, «io non sono una maga. Non ho la sfera di cristallo e non leggo il futuro nelle stelle. Questo Quaderno è la mia memoria, la raccolta di ciò che ho imparato osservando il mondo. Quando vi suggerisco due numeri, non sto vendendo una certezza, sto facendo un regalo, un atto d’affetto verso chi mi legge. Mi fa male pensare che qualcuno creda che io possa comandare i numeri. I numeri, nipotini miei, sono come le nuvole in cielo: noi possiamo prevedere che pioverà guardando il vento e il colore del tramonto, ma non possiamo decidere noi quando cadrà la prima goccia».
La Nonna mi ha spiegato che sta seriamente pensando di prendersi una pausa. È stanca di dover spiegare che il Lotto è, prima di tutto, un gioco di fortuna. Se la vincita fosse certa, non sarebbe un gioco, sarebbe una rendita, e il mondo non funziona così. “Io provo a squarciare il velo dell’invisibile”, dice spesso, cercando di interpretare i segnali della realtà, ma resta un tentativo umile, mai una garanzia.
La Smorfia della Nonna: Trasformare l’amarezza in numeri
Dopo un lungo silenzio, interrotto solo dal ticchettio dell’orologio a pendolo nel corridoio, la Nonna ha ripreso il Quaderno. «Non voglio lasciarvi con l’amarezza, nipotini miei. Anche da questo dispiacere può nascere qualcosa». Ha iniziato ad analizzare l’estrazione scorsa, confrontandola con le storie che le arrivano dai suoi ricordi.
«C’è chi urla perché non vince, e non capisce che il 40 a Bari o il 90 che tarda non sono capricci miei. Sono percorsi che appartengono all’infinito. Chi gioca con rabbia non vincerà mai, perché la fortuna scappa via dal rumore e dalle pretese. La fortuna ama il silenzio, il sorriso e la moderazione». Mi ha mostrato un appunto scritto a margine di una pagina dedicata alla “Distanza dei Gemelli”.
La Nonna analizza i fatti: la sua tristezza oggi diventa il numero 15 (il dispiacere), mentre la speranza che i suoi lettori capiscano il suo cuore si trasforma nel numero 72 (lo stupore o la meraviglia del perdono). «Vedi nipotino? Io uso la mia vita per darvi un consiglio. Ma se poi l’urna decide diversamente, non è perché la Nonna vi ha mentito, ma perché il destino ha deciso di farsi attendere ancora un po’».
L’Ambo Secco: Pochi numeri, ma scelti con amore
Nonostante il rammarico, la Nonna ha deciso di darvi un’altra possibilità di sorridere. Ha puntato il dito su due numeri che, nel suo Quaderno, appaiono spesso vicini nei momenti di riflessione profonda. «Questi due numeri si vogliono bene, Gino. Sono come due vecchi amici che si ritrovano al bar dopo tanto tempo. Non si urlano contro, si sussurrano le cose importanti».
Mi ha spiegato che per questa estrazione la ruota di riferimento è quella che più le sta a cuore per la sua storia, una ruota che spesso ha regalato soddisfazioni a chi ha avuto la pazienza di saper aspettare. «Giocate poco, mi raccomando», mi ha ripetuto per l’ennesima volta. «Il Lotto deve essere un piacere, un modo per sognare un piccolo extra, non un motivo di angoscia o, peggio, di rabbia verso una vecchia signora che vi vuole bene».
👵 Il Regalo della Nonna
(Dal “Quaderno dei Segreti”, per l’estrazione del 20 GENNAIO 2026 x 4 colpi)
Ruota Secca: MILANO
AMBO SECCO: 15 – 72
(Da giocare anche su TUTTE e NAZIONALE per recupero)
“Giocate poco, nipotini miei, che la fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo!”
Un abbraccio e un biscotto
Mentre stavo per andare via, la Nonna si è alzata e, con un mezzo sorriso, ha aperto la scatola di latta dei biscotti, quella blu che tutti conosciamo. Me ne ha offerto uno, di quelli al burro che si sciolgono in bocca. «Prendine uno anche per i tuoi lettori, Gino. Di’ loro che non sono arrabbiata, solo un po’ triste. Ma che finché avrò la forza e vedrò l’affetto dei nipotini buoni, quelli che capiscono il valore di un consiglio dato col cuore, il mio Quaderno resterà aperto sul tavolo della cucina».
Spero davvero che queste parole vi arrivino dritte al cuore. La Nonna è una risorsa preziosa, una donna d’altri tempi che ci regala un pezzetto della sua saggezza in un mondo che va troppo veloce e che spesso dimentica il rispetto. Sosteniamola, dimostriamole che siamo tanti a volerle bene e che apprezziamo il suo impegno, a prescindere dal risultato dell’estrazione. Perché, nipotini miei, il vero terno secco è avere ancora qualcuno che ci aspetta con un caffè caldo e un consiglio sincero.
Un abbraccio a tutti voi da Gino Pinna e, naturalmente, dalla Nonna.
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