- La saggezza del passato incontra la fortuna del futuro con i Numeri della Nonna
- Una Passeggiata tra i Banchi: Lezioni di Vita al Mercato
- Il Segreto del Quaderno: La Regola del Mercante
- La Smorfia della Nonna: Trasformare la Vita in Numeri
- L’Ambo Secco: Pochi numeri, ma carichi di speranza
- Un Biscotto e un Sorriso
Scopri il segreto del Quaderno della Nonna e l’ambo per il 10 Febbraio 2026
La saggezza del passato incontra la fortuna del futuro con i Numeri della Nonna
Oggi il sole sembrava voler fare il verso alla primavera, nonostante siamo ancora nel cuore di febbraio. Quando ho bussato alla porta della Nonna, non ho sentito il solito “Avanti, Gino!” gridato dalla cucina tra il rumore di una pentola e l’altra. No, stavolta c’era un silenzio insolito, interrotto solo dal ticchettio ritmato dell’orologio a pendolo in corridoio.
L’ho trovata in salotto, seduta sul bordo della poltrona di velluto, quella “buona”. Era vestita di tutto punto: il cappotto di lana cotta color antracite, la spilla di cammeo appuntata con precisione millimetrica e quel cappellino con la veletta corta che mette solo nelle grandi occasioni. Mi ha guardato con un sorriso furbo, sistemandosi i guanti di pelle sottile. “Gino, nipotino mio, sapevo che saresti arrivato proprio ora. Mi serve il tuo braccio forte: oggi andiamo al mercato rionale. Ho bisogno di sentire l’odore della terra e della gente, che il mio Quaderno ha fame di vita vera.”
Non me lo sono fatto ripetere due volte. Vederla così, con quell’energia che sembrava sfidare gli anni, mi ha scaldato il cuore. Siamo usciti braccetto, io con il passo un po’ incerto di chi teme di stancarla, lei con la schiena dritta di chi ha portato il peso del mondo senza mai lamentarsi.
Una Passeggiata tra i Banchi: Lezioni di Vita al Mercato
Il mercato rionale è il regno della Nonna. Appena varcata la soglia immaginaria tra i primi banchi di frutta, l’atmosfera è cambiata. Lei non è una cliente qualunque; lei è una regina che visita le sue terre. Al banco di Antonio, il fruttivendolo, si è fermata a guardare delle arance che sembravano pepite d’oro sotto il sole di febbraio.
“Antonio,” ha esordito la Nonna, accarezzando la buccia di un frutto, “queste arance brillano troppo. Non è che le hai lucidate per nascondere che sono aspre? La gente oggi è così, nipotini miei, si trucca la faccia per non far vedere che ha il cuore acido. Ma la terra non mente mai.” Antonio ha riso di gusto, regalandole un mandarino: “Nonna, per voi solo il meglio, lo sapete che non oserei mai!”
Siamo passati alla verdura, da Maria. Lì, tra cicoria e finocchi, la Nonna ha dato la sua prima lezione di filosofia quotidiana. “Vedi Maria, queste radici sono ancora sporche di terra. È così che dobbiamo restare noi: attaccati alle radici, anche se ci sporchiamo le mani. Chi dimentica da dove viene, si perde prima di arrivare.” Maria annuiva in silenzio, quasi prendesse appunti mentali, mentre metteva nel sacchetto un mazzo di cime di rapa che profumavano di rugiada.
Ma il momento più intenso è stato alla norcineria. Il signor Peppino, un uomo con le mani grandi e il grembiule bianco immacolato, l’ha accolta con un inchino accennato. La Nonna ha guardato un pecorino stagionato e ha sospirato. “Peppino, la stagionatura è come la saggezza. Ci vuole tempo, buio e silenzio. Se affretti la mano, il sapore si perde. Vale per il formaggio e vale per i sogni. Se vuoi tutto subito, finirai per non avere niente che valga la pena ricordare.”
Abbiamo girato per più di un’ora. Io portavo le buste, che diventavano sempre più pesanti, ma non sentivo la fatica. Sentivo la vita. Ogni banco era una fermata, ogni commerciante un amico a cui chiedere della famiglia, dei figli, del lavoro. La Nonna distribuiva consigli e riceveva sorrisi. È tornata bambina tra quei colori, eppure restava la matriarca a cui tutti chiedevano: “Nonna, che dice il Quaderno per stasera?” Lei rispondeva solo con un occhiolino: “Il Quaderno parla quando è il momento giusto.”
Il Segreto del Quaderno: La Regola del Mercante
Una volta tornati a casa, l’odore di casa ci ha avvolti come un abbraccio. Ho posato le buste sul tavolo di marmo in cucina e lei si è subito tolta il cappello. “Metti su la moka, Gino. Il caffè è il premio per chi sa camminare nel mondo senza calpestare i fiori.” Mentre l’acqua cominciava a gorgogliare, lei è andata nella sua stanza ed è tornata con “L’Oggetto”.
Il suo vecchio Quaderno. Le pagine sono così sottili e ingiallite che sembrano ali di farfalla. La copertina di cartone telato è consumata negli angoli, segno di quante volte è stata aperta e chiusa in cerca di una risposta. La calligrafia della Nonna, quella di una volta, elegante e sicura nonostante un leggero tremolio, riempiva ogni spazio bianco.
“Vedi nipotino mio,” ha iniziato, aprendo il quaderno su una pagina dove spiccava un disegno stilizzato di una bilancia da mercato, “oggi al mercato ho visto l’equilibrio. Ho visto il dare e l’avere. Ho visto le mani che pesano e gli occhi che scelgono. Il metodo che useremo oggi si chiama ‘La Regola del Mercante’. È un calcolo che faceva già mio nonno quando le fiere duravano tre giorni e la fortuna viaggiava sui carri.”
Mi ha spiegato che questo metodo non si basa solo sui numeri usciti, ma sulla “distanza di valore” tra ciò che è stato e ciò che deve ancora manifestarsi. È una matematica dell’anima, dove il 10 (che rappresenta la pienezza del mercato, il numero del mese e la perfezione del decalogo) incontra la forza della terra.
La Smorfia della Nonna: Trasformare la Vita in Numeri
La Nonna si è tolta gli occhiali e li ha puliti con il lembo del grembiule. “Gino, guarda bene l’estrazione. C’è un 40 a Bari che mi chiama da stamattina. Il 40 è la fiera, è il rumore dei banchi, è la gente che si accalca. Ma non può stare solo. Un numero solo è come un uomo senza amici: non va da nessuna parte.”
Ha iniziato ad analizzare gli eventi della mattina con la sua logica infallibile. “Siamo usciti che erano le 10, e il 10 è il numero della saggezza, della chiusura del cerchio. Ho parlato con 4 banchi principali: frutta, verdura, norcineria e macelleria. 4 banchi per 10 momenti di saggezza… fa 40. Vedi come tutto torna? Il 10 e il 40 sono i protagonisti di oggi.“
Mi ha raccontato di come, anticamente, si giocassero i numeri legati ai mestieri. Il venditore di frutta porta con sé la dolcezza, ma anche l’imprevedibilità del raccolto. La carne rappresenta la sostanza, il lavoro duro. “Nipotini miei,” ha aggiunto guardando verso la finestra, “la fortuna non è un colpo di fulmine a ciel sereno. È un appuntamento a cui bisogna presentarsi vestiti bene, con il cuore pulito e i numeri giusti in tasca.”
L’Ambo Secco: Pochi numeri, ma carichi di speranza
Il momento è arrivato. La Nonna ha tracciato un cerchio rosso su due numeri nel suo quaderno. La sua espressione si è fatta seria, quasi solenne. Quando la Nonna decide, non ci sono dubbi che tengano. “Questi due numeri si sono cercati per tutta la mattina tra i banchi del mercato,” ha sussurrato.
L’ambo scelto è composto dal 10 e dal 40. Il 10, come il giorno di questa estrazione di febbraio e come la perfezione dei suoi consigli. Il 40, come la voce del mercato e la maturità che abbiamo incontrato tra i banchi. “Si vogliono bene, Gino. Il 10 dà la direzione, il 40 dà la sostanza. Giocali con fiducia, ma sempre con la testa sulle spalle.”
Il regalo della Nonna
(Dal “Quaderno dei Segreti”, dall’estrazione del 10 FEBBRAIO 2026)
x 4 colpi – Ruota Secca: BARI
AMBO SECCO: 10 – 40
(Da giocare anche su TUTTE e NAZIONALE per recupero)
“Giocate poco, nipotini miei, che la fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo!”
Un Biscotto e un Sorriso
Mentre finivamo il caffè, la Nonna ha tirato fuori una scatola di latta, di quelle vecchie che una volta contenevano i biscotti danesi ma che ora custodiscono le sue “paste di mandorla” fatte in casa. “Prendine un altro, Gino. Ti serve energia per scrivere queste cose ai tuoi lettori.”
Mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto una cosa che non dimenticherò: “La vera vincita non è il sacco di monete, anche se quello aiuta a pagare le bollette. La vera vincita è svegliarsi la mattina e aver voglia di andare al mercato, di parlare con la gente e di sentire che fai parte di questo grande gioco che è la vita. I numeri sono solo il modo in cui Dio ci fa l’occhiolino.”
L’ho lasciata lì, sulla sua poltrona, mentre ricominciava a sfogliare il quaderno, forse già pensando alla prossima estrazione o forse solo ricordando un mercato di cinquant’anni fa. Io sono tornato a casa con le buste piene di cose buone e il cuore pieno di parole sagge. Speriamo che il 10 e il 40 sulla ruota di Bari ci regalino un sorriso in questa serata di febbraio.
In bocca al lupo a tutti voi, nipotini della Nonna. E ricordate: giocate con amore, mai con rabbia!
Un caro saluto dal vostro Gino Pinna.
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