- L’armonia geometrica del quadrato a diagonale fissa
- L’Eredità di Fabarri: Oltre il Velo del Caso
- Analisi Tecnica: Il Quadrato Torino-Venezia
- Il Calcolo delle Distanze e la Verifica Armonica
- La Profezia della Geometria
- Pedagogia Ciclometrica: Imparare a Vedere
- Considerazioni Statistiche sulla Legge del Terzo
- Conclusione: Verso la Quadratura
Come applicare la tecnica del Quadrato a Diagonale Fissa di Fabrizio Arrigoni all’ultima estrazione per individuare ambate e ambi simmetrici
L’armonia geometrica del quadrato a diagonale fissa
Miei cari amici, cercatori infaticabili di quell’armonia segreta che regge il mondo dei numeri, benvenuti. Qui è Il Compasso che vi scrive, e oggi il mio cuore batte con il ritmo sincopato di una scoperta straordinaria. L’estrazione del 7 Febbraio 2026 non è stata una semplice sequenza di eventi casuali. No, per chi possiede gli occhi per vedere e gli strumenti per misurare, è stata una sinfonia geometrica.
L’Eredità di Fabarri: Oltre il Velo del Caso
Come ci ha insegnato il sommo Maestro, l’Avvocato Fabrizio Arrigoni – che tutto il mondo della lottologia colta conosce come Fabarri – il tessuto delle estrazioni non è un caos informe. È, al contrario, un mosaico dove ogni tessera risponde a leggi di simmetria, distanza e compensazione. Fabarri non cercava la “fortuna” nel senso volgare del termine; egli cercava l’ordine. E oggi, su Torino e Venezia, l’ordine si è palesato nella sua forma più pura: il Quadrato a Diagonale Fissa.
Questa figura non è solo un accostamento di quattro numeri, ma una struttura dinamica che divide il cerchio dei 90 numeri in due triangoli speculari. La bellezza di questa struttura risiede nel fatto che, quando calcolata correttamente in termini di distanza circolare, rivela una coerenza interna che spinge i numeri verso una necessaria riproduzione. È la “forza strutturale geometrica” di cui Fabarri scriveva con tanta passione nelle pagine dei suoi trattati.
Analisi Tecnica: Il Quadrato Torino-Venezia
Osserviamo attentamente il quadro estrazionale del 7 febbraio. La nostra attenzione viene catturata dalle prime due posizioni (estratti consecutivi) delle ruote di Torino e Venezia. Ecco i protagonisti della nostra analisi:
- Torino: 15 (1° estratto) e 66 (2° estratto)
- Venezia: 30 (1° estratto) e 37 (2° estratto)
Se disponiamo questi quattro numeri uno sotto l’altro, come suggerito dal Maestro nel suo celebre scritto del 1968, formiamo un quadrato. Ma non un quadrato qualsiasi. Dobbiamo calcolare le distanze circolari (o metriche) tra questi punti, ricordando che nel cerchio lottistico la distanza massima è 45. Se la differenza naturale supera questo limite, dobbiamo sottrarla da 90 per ottenere la misura reale.
Il Calcolo delle Distanze e la Verifica Armonica
Procediamo con il rigore che il metodo richiede. Calcoliamo la diagonale fissa che unisce il numero 15 (Torino) e il numero 66 (Torino). No, fermi! La diagonale deve unire i numeri in modo incrociato o la coppia stessa se vogliamo analizzare la figura interna. Prendiamo la diagonale che unisce il 15 e il 66. La distanza naturale è 51. Poiché 51 è maggiore di 45, calcoliamo: 90 – 51 = 39. La nostra diagonale misura 39.
Ora, vediamo come questa diagonale divide la figura in due triangoli e se questi triangoli sono “armonici”, ovvero se la somma dei loro lati è uguale a 90, il numero perfetto che chiude il cerchio.
Triangolo A: 15 – 30 – 66
Calcoliamo i lati:
- Distanza tra 15 e 30: 15
- Distanza tra 30 e 66: 36
- Distanza tra 66 e 15 (la nostra diagonale): 39
Sommiamo queste tre distanze: 15 + 36 + 39 = 90. Un risultato perfetto! Il primo triangolo è chiuso e armonico.
Triangolo B: 15 – 37 – 66
Calcoliamo i lati:
- Distanza tra 15 e 37: 22
- Distanza tra 37 e 66: 29
- Distanza tra 66 e 15 (la nostra diagonale): 39
Sommiamo queste tre distanze: 22 + 29 + 39 = 90. Ancora una volta, la perfezione matematica si manifesta. Siamo di fronte a un quadrato a doppia chiusura misurale 90.
La Profezia della Geometria
Cosa ci dice Fabarri di fronte a una struttura così ordinata? Egli afferma che queste figure possiedono una spiccata “caratteristica funzionale o tendenziale”. In termini poveri: il quadrato tende a riprodurre uno dei suoi lati perimetrali entro pochissime settimane, generalmente non oltre le 5-6 estrazioni. I lati del perimetro (esclusa la diagonale) sono le coppie: 15-30, 30-66, 66-37 e 37-15.
Ma c’è di più. Il Maestro notava che quando le misure sono così equilibrate, anche la misura della diagonale stessa, il 39, assume un valore previsionistico elevatissimo come ambata o elemento di coordinamento. Inoltre, guardate la ruota di Milano nella stessa estrazione: troviamo il 33 e il 35. Queste sono distanze vicine ai nostri calcoli, segno che l’intera estrazione è percorsa da una corrente di ordine che converge verso i nostri numeri.
Pedagogia Ciclometrica: Imparare a Vedere
Perché vi spiego tutto questo invece di darvi solo i numeri? Perché voglio che diventiate, come me, dei piccoli “Compessi”. La ciclometria è una disciplina che nobilita l’intelletto. Immaginate i 90 numeri come punti fissi su un quadrante d’orologio. Quando tracciamo delle linee tra di essi, stiamo misurando delle forze. Se un triangolo non raggiunge la somma 90, c’è uno squilibrio, un “vuoto” che la natura tende a colmare con quello che Fabarri chiamava elemento correttivo.
Nel nostro caso di oggi, Torino e Venezia sono in perfetto equilibrio. Non c’è bisogno di correzione, solo di attesa fiduciosa della riproduzione. È come un pendolo che, dopo aver raggiunto l’estremità della sua corsa, deve necessariamente tornare indietro. La sortita di un ambo o di un’ambata è il ritorno del pendolo verso il centro dell’armonia.
Considerazioni Statistiche sulla Legge del Terzo
Un altro pilastro del pensiero fabarriano è la Legge del Terzo. In un ciclo di 18 estrazioni, sappiamo che circa un terzo dei numeri tende a ripetersi. Quando una figura geometrica forte come il nostro quadrato si presenta, essa agisce come un catalizzatore per questa legge. I numeri 15, 30, 66 e 37 non sono più semplici numeri; sono ora “numeri caldi”, polarizzati dalla struttura geometrica. La loro probabilità di sortita non è più 1 su 18, ma è potenziata dalla tensione elastica della diagonale 39.
Osservate anche la ruota Nazionale: il 44 e il 32. Notate nulla? Il 32 è a distanza 2 dal nostro 30, e il 44 è il diametrale del nostro futuro estratto in chiusura. Tutto torna, tutto si tiene. Non fatevi ingannare da chi parla di “numeri ritardatari” come se fossero stanchi di stare nell’urna. Il ritardo è un’illusione, come spiegava Fabarri; ciò che conta è la posizione relativa e la forza di legame tra i numeri estratti.
Conclusione: Verso la Quadratura
In conclusione, miei cari amici, l’analisi dell’estrazione del 7 febbraio ci consegna una previsione di rara solidità tecnica. Abbiamo un’ambata principale derivata dalla misura della diagonale e una serie di ambi secchi basati sui lati del quadrato armonico. Ricordate sempre di giocare con prudenza e moderazione, seguendo il piano economico che il buon senso suggerisce. La matematica è una guida sicura, ma il tempo dell’esito è l’unica variabile che il caso si riserva di gestire.
Vi lascio con il Box Giallo della Previsione, frutto di questo lungo e appassionante calcolo. Possa la geometria illuminare il vostro cammino!
📐 La Quadratura del Cerchio
Tecnica: Il Quadrato a Diagonale Fissa di Fabarri
Ruote di Calcolo: Torino e Venezia x 5 concorsi
Ambata Principale: 39
Ambi Secchi Geometrici: 39-15 | 39-66 | 30-37 | 15-30
Quartina per Ambo e Terno: 15-30-66-37
“La matematica non è un’opinione, è una previsione.”
Spero che questa analisi vi sia stata d’aiuto per comprendere meglio come il Maestro Fabarri interpretava il gioco del Lotto. Continuate a studiare, a misurare e a non accontentarvi mai delle apparenze. L’ordine è lì, aspetta solo di essere misurato dal vostro compasso mentale.
Al prossimo appuntamento con la verità geometrica!
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A cura di Gino Pinna
La passione per i numeri e per le storie che essi nascondono è una fiamma che per Gino Pinna si accende molto presto. La sua avventura nel mondo della lottologia inizia ufficialmente nel 1989, quando il suo talento lo porta a entrare nelle redazioni di testate storiche del settore come "la Schedina" e "la Settimana del Lotto". In un ambiente così competitivo, la sua profonda comprensione delle dinamiche del gioco e la sua innata capacità analitica emergono con una rapidità sorprendente. In pochi mesi, brucia le tappe e viene promosso alla prestigiosa carica di Direttore Tecnico, un ruolo che gli permette di affinare le sue competenze e di diventare un punto di riferimento per migliaia di lettori. Spinto da una visione imprenditoriale e dal desiderio di creare un dialogo ancora più diretto con gli appassionati, dopo un paio d'anni compie il grande passo: diventa editore di se stesso, fondando testate che hanno fatto la storia del settore e che ancora oggi sono nel cuore di molti, come "Lotto Gazzetta" e il mensile "Lotto Gazzetta Mese". Dopo aver guidato con successo il mondo dell'editoria cartacea, vicende familiari lo portano a una scelta difficile ma necessaria: lasciare la carta stampata per abbracciare una nuova, grande avventura. Nasce così Lottogazzetta.it, l'eredità digitale di un'esperienza ultra trentennale, un progetto ambizioso creato per un unico, grande scopo: offrire a tutti, neofiti e veterani, gli strumenti per affrontare il mondo del Lotto, 10eLotto e SuperEnalotto con intelligenza, strategia e consapevolezza. Oggi, attraverso il sito, Gino mette a disposizione il suo immenso bagaglio di conoscenze, esplorando ogni singolo aspetto del gioco: dalla statistica più rigorosa alla saggezza popolare della Smorfia, dallo sviluppo di metodi inediti alla creazione di sistemi complessi, dall'interpretazione dei sogni allo studio affascinante del rapporto tra Astrologia e Numerologia. Un punto di riferimento completo, nato da una vita dedicata a svelare i segreti della fortuna.



