La visione dell’anello e della tenda nello studio di Madame Cassiopea
Un anello sul velluto rosso e una tenda che si apre da sola: Gino Pinna ascolta la scena, la traduce con prudenza e separa il simbolo dai dati dell’ultima estrazione.
Un anello sul velluto rosso e una tenda che si apre da sola: Gino Pinna ascolta la scena, la traduce con prudenza e separa il simbolo dai dati dell’ultima estrazione.
Una fotografia senza volto scivola su un fiume illuminato dalla luna. La scena appartiene al racconto; i numeri nascono soltanto dalle associazioni popolari autorizzate.
Un cavallo bianco si ferma davanti a uno specchio incrinato. La scena resta un racconto simbolico: i numeri arrivano soltanto dalla tradizione autorizzata, mentre il controllo parte dall’ultima estrazione disponibile.
Una scena gotica diventa occasione per separare il racconto medianico dalla verifica dei dati disponibili.
Una scena nello studio gotico, quattro simboli della tradizione popolare e il controllo prudente sui dati disponibili.
Una scena gotica, due simboli e una traduzione limitata alla tradizione popolare. La statistica resta il confine che separa il racconto dal dato.
Dopo il ritorno dal Beneventano, una visita lampo e una scena antica. Io ascolto il racconto, separo il simbolo dal dato e registro ciò che è stato indicato.
Nel suo studio gotico una presenza ironica annuncia un ambo vicino. Io ascolto, traduco e tengo la statistica al suo posto: come controllo, non come oracolo.
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