La nuova previsione della Nonna è cominciata con una telefonata arrivata stamattina, poco prima delle 7.30, quando il giorno aveva appena cominciato a schiarire dietro i tetti e in casa mia il silenzio era ancora quello delle ore lente. Il telefono ha vibrato sul comodino, una volta sola, poi una seconda, con quella pazienza insistente che riconosco subito. Ho risposto pensando a una necessità improvvisa, invece dall’altra parte ho sentito la sua voce, più sveglia della mia e già piena di pensieri.
«Gino, nipotino mio, sei già in piedi?»
«Adesso sì, Nonna. È successo qualcosa?»
Lei ha fatto una pausa breve. Non era preoccupata, ma nemmeno del tutto serena. La sua voce aveva dentro due sentimenti insieme: la contentezza per ciò che era accaduto e il rammarico per ciò che, secondo lei, avrebbe potuto andare diversamente.
«Sono contenta, questo sì. Però mi è rimasto un piccolo dispiacere. L’ultima previsione ha dato la vincita dell’ambo secco su Tutte, non sulla ruota secca. E tu sai che io, quando affido due numeri al quaderno, penso sempre a una direzione precisa. Tutte è importante, certo, ma il cuore della previsione lo avevamo immaginato altrove.»
Ho ascoltato senza interromperla. La Nonna non parla mai delle vicende del Lotto come se fossero promesse scritte sulla pietra. Per lei ogni previsione è un’ipotesi, una traccia, un piccolo esercizio di attenzione. Anche quando si rallegra, lascia sempre una finestra aperta alla prudenza. Quella mattina, però, aveva qualcosa da raccontarmi.
«Mentre innaffiavo i fiori sul balcone ho avuto come un’illuminazione» ha aggiunto. «Non una certezza, sia chiaro. Una di quelle sensazioni che arrivano quando stai facendo una cosa semplice e la mente, per un momento, mette ordine da sola. Ho visto due numeri accostarsi agli altri e ho pensato che avessero le stesse caratteristiche degli ultimi suggeriti.»
Mi sono vestito in fretta. Fuori, il quartiere aveva ancora le saracinesche abbassate e i marciapiedi umidi della notte. Sono arrivato da lei con il passo svelto, ma senza quella fretta agitata che spesso ci fa perdere i dettagli. La porta era socchiusa. Prima ancora di bussare ho sentito il borbottio della moka e il profumo del caffè che saliva dalla cucina insieme a quello dei biscotti al limone.
La Nonna mi aspettava con un grembiule color burro, le mani ancora leggermente bagnate e una ciocca di capelli sfuggita alla pettinatura. Sul tavolo c’erano due tazze, un piattino colmo di biscotti e il vecchio quaderno dalla copertina scura. Non era aperto al centro, come mi sarei aspettato, ma capovolto, con una matita infilata tra le pagine. Accanto, dalla finestra socchiusa, entrava l’odore verde del balcone appena innaffiato.
«Siediti, Gino. Il caffè non aspetta e nemmeno i pensieri, quando decidono di mettersi in fila.»
Mi sono accomodato vicino alla credenza. La casa era raccolta e quieta: il ticchettio dell’orologio, il vetro della moka che ancora tremava sul fornello spento, il fruscio delle foglie dei gerani mosse dall’aria. La poltrona della Nonna, quella con il bracciolo consumato da anni di gesti quotidiani, era rivolta verso il balcone. Sembrava che anche lei avesse seguito il percorso della mattina, dalla cucina ai fiori, dai fiori al quaderno.
la nuova previsione della Nonna: Il segreto del quaderno
La nuova previsione della Nonna aveva trovato il suo punto di partenza proprio nel vecchio quaderno. Lei lo ha preso con entrambe le mani e lo ha posato davanti a me senza aprirlo subito. La copertina portava i segni del tempo, piccole righe chiare e un angolo consumato. Non c’erano formule misteriose né pagine capaci di anticipare il futuro. C’erano appunti, parole, numeri annotati con ordine e il modo tutto suo di collegare una sensazione a un ragionamento.
«Stamattina non volevo cercare niente» mi ha detto. «Dovevo solo dare acqua alle piante. Il basilico aveva la terra asciutta, la menta si era piegata da una parte e il vaso dei ciclamini sembrava chiedere attenzione. Poi, mentre l’acqua cadeva piano, ho pensato all’ultima uscita. Sono stata contenta per l’ambo secco centrato su Tutte, ma mi sono anche rammaricata perché non è arrivato sulla ruota secca che avevamo indicato come riferimento.»
Ha aperto il quaderno. La pagina era illuminata da una striscia di sole e, vicino al margine, si vedevano i numeri 7 e 30, già presenti nell’impostazione che stavamo osservando. Più sotto, con una grafia leggermente più marcata, comparivano 47, 89 e 88. La Nonna non li ha indicati con il dito come farebbe chi vuole convincere qualcuno. Li ha semplicemente lasciati lì, sul foglio, perché parlassero nella loro misura.
«Il quaderno non comanda nulla» ha detto. «Serve soltanto a non confondere un pensiero con un altro. Quando scrivo, mi accorgo meglio di quello che sto facendo. E quando cancello, mi ricordo che anche cambiare idea fa parte della prudenza.»
In quel momento una foglia di geranio è entrata dalla finestra, spinta da un soffio. Si è posata sulla pagina proprio accanto all’88. La Nonna l’ha raccolta con delicatezza e l’ha appoggiata sul piattino vuoto. Non ha sorriso per il segno, non ha cercato una spiegazione straordinaria. Ha solo detto che certe coincidenze, nella vita, possono essere belle anche senza diventare indizi.
«La gente cerca sempre una risposta definitiva» ha continuato. «Ma il Lotto definitivo non lo è mai. Si può ragionare, si può scegliere con moderazione, si può anche decidere di non giocare. La fortuna non ascolta gli ordini e non firma ricevute.»
La Smorfia della Nonna
Il caffè era ormai tiepido. Ho preso un biscotto e l’ho spezzato in due, mentre la Nonna richiudeva il quaderno per qualche secondo. Quando lo riaprì, cercò una pagina più vecchia, ma si fermò quasi subito.
«Non voglio aggiungere associazioni che non ci sono» mi ha spiegato. «La Smorfia è una tradizione popolare, fatta di immagini e racconti. Può accompagnare un pensiero, ma non deve diventare una giustificazione inventata dopo.»
Quella frase mi è sembrata il modo più giusto per entrare nella sua lettura. La Nonna non trasformava ogni dettaglio in un numero. Non attribuiva significati a ciò che non li aveva nella tradizione che stava consultando. Il balcone restava un balcone, l’acqua restava acqua, e il quaderno restava uno strumento domestico, non un oracolo.
«Per me l’illuminazione è stata vedere l’ordine tra le annotazioni» ha detto. «Non ho sognato ruote, non ho sentito voci, non ho avuto promesse. Ho soltanto riconosciuto una continuità con quanto stavamo già osservando. E da quella continuità sono emersi due ambi secchi: 47.89 e 88.89.»
Li ha pronunciati lentamente, lasciando una pausa tra il primo e il secondo. Io li ho ripetuti a bassa voce per essere certo di aver compreso bene. La Nonna ha annuito, poi ha sollevato la tazza.
«Questi sono i due accostamenti che mi sento di affidare al racconto di oggi. Non perché siano sicuri, ma perché, nella mia lettura, hanno le stesse caratteristiche degli ultimi suggeriti. La differenza è che stavolta voglio ricordare a tutti di non confondere la ruota principale con l’estensione della giocata.»
L’Ambo Secco
Quando siamo passati in salotto, la luce aveva raggiunto il tappeto davanti alla poltrona. La Nonna si è seduta, io sono rimasto in piedi con il quaderno tra le mani. Dalla credenza arrivava un lieve odore di legno e cera, quello che si sente nelle case curate senza ostentazione. Sul ripiano c’erano una ciotola di vetro, un centrino ricamato e un piccolo annaffiatoio vuoto.
«La ruota principale che ho in mente è Milano» ha detto. «Ma sappiamo che Tutte è d’obbligo per come si è sviluppato questo passaggio. Chi vuole, con la massima libertà e senza sentirsi spinto, può considerare anche la Nazionale. Io però non voglio che una possibilità diventi un peso.»
Le sue parole erano chiare. La previsione restava affidata alla ruota Tutte, con Milano come riferimento principale nel ragionamento della Nonna e la Nazionale soltanto come eventuale scelta di chi desidera allargare l’attenzione. Nessuna delle due indicazioni veniva presentata come garanzia. La Nonna insiste sempre su questo punto, soprattutto quando sente che l’entusiasmo rischia di correre più veloce della ragione.
«Due ambi secchi sono già abbastanza» ha proseguito. «Non bisogna aggiungere terzine, quartine o combinazioni per paura di lasciare qualcosa fuori. Quando si allarga troppo, spesso non si sta più scegliendo: si sta inseguendo.»
Ho guardato ancora il quaderno. I numeri 7 e 30 rimanevano nella parte alta della pagina, come elementi del percorso che aveva portato alla riflessione. Più in basso, 47, 89 e 88 costruivano i due accostamenti indicati dalla Nonna. Non c’era altro da aggiungere e lei non ha aggiunto altro. Il suo modo di rispettare una scelta consiste anche nel non gonfiarla con parole inutili.
«L’ultima volta» le ho detto «eri dispiaciuta per la ruota, ma contenta per il risultato.»
«Certo. La contentezza va riconosciuta, ma senza trasformarla in una promessa per la volta dopo. Il fatto che una previsione abbia dato un esito non significa che debba ripetersi. Ogni estrazione è un passaggio nuovo. Chi gioca deve farlo solo con una somma che può perdere senza problemi e senza togliere nulla alla casa.»
In cucina la moka aveva smesso del tutto di fumare. La Nonna si è alzata per versarmi un altro poco di caffè e ha preso un biscotto dal piatto. Lo ha intinto appena, come faceva da sempre nella nostra storia inventata di quella mattina, poi ha guardato verso il balcone.
Il Consiglio della Nonna
«Nipotini miei, ricordatevi una cosa semplice» ha detto, rivolta idealmente a chi legge. «La fortuna può bussare, ma nessuno deve restare in casa ad aspettarla tutto il giorno. Ci sono il lavoro, gli affetti, la salute, il tempo da custodire. Il gioco, se c’è, deve stare al suo posto.»
Ho sorriso, perché quella frase sembrava appartenere alla cucina più che al Lotto. La Nonna ha raccolto le briciole con il palmo della mano e le ha lasciate in un piccolo piattino per gli uccellini del balcone. Poi è tornata alla poltrona, ma questa volta non si è seduta: ha aperto la portafinestra e ha controllato i vasi.
«Vedi quella pianta?» mi ha chiesto indicando il basilico. «Se la innaffi troppo, marcisce. Se la lasci senza acqua, si affloscia. La misura serve anche alle cose belle.»
Era il suo consiglio più importante. La previsione poteva essere raccontata con calore, con il fascino di una mattina insolita e con la precisione dei due ambi secchi che aveva individuato, ma non doveva mai diventare un invito a esagerare. La ruota Tutte restava l’indicazione da considerare, Milano il riferimento principale della sua intuizione, la Nazionale una possibilità lasciata alla libera scelta. E oltre questo non c’era alcuna certezza da vendere.
Prima di andare via, ho rimesso la matita tra le pagine del quaderno. La Nonna ha controllato che il balcone fosse in ordine, poi ha chiuso la portafinestra lasciando filtrare il profumo della menta. Sul tavolo erano rimaste le tazze vuote, il piatto dei biscotti e una piccola goccia d’acqua caduta dal grembiule. Dettagli comuni, ma capaci di trattenere il senso di quella mattina.
«Torna presto» mi ha detto.
«Domani?»
«Domani è un altro giorno. E ogni giorno ha il suo quaderno da aprire, ma anche le sue pagine da lasciare chiuse.»
Sono uscito nel cortile mentre il quartiere cominciava a riempirsi di rumori. Ho pensato alla sua telefonata poco prima delle 7.30, alla contentezza mescolata al rammarico, all’acqua sui fiori e a quella piccola illuminazione nata senza cercarla. In fondo, la nuova previsione della Nonna non era soltanto una sequenza di numeri: era il racconto di una scelta fatta con misura, dentro una casa vera soltanto nella fantasia del nostro appuntamento, ma sincera nel messaggio che voleva lasciare.
E mentre il sole saliva, mi è sembrato di sentire ancora la sua voce dalla finestra.
«Nipotini miei, giocate soltanto se potete farlo con serenità. Il resto lasciatelo alla sorte, che non ama essere comandata.»
Il Regalo della Nonna
Ruota: Milano e Tutte (Nazionale chi vuole)
Numeri indicati: 47.89 e 88.89
Indicazione narrativa senza garanzia di vincita.
Leggi anche
- Il consiglio della Nonna nato da una storia che commuove
- La visione di Madame Cassiopea del 14 ottobre 2026: tra simboli e cautela
- Metodo dell’ambo di distanza ciclometrica: la verifica storica prima della previsione
- Metodo dello stesso ambo: verifica del 10 ottobre 2026
- Metodo della 7ª estrazione del mese: la verifica storica



