La Nonna insegna il valore dell’attesa con l’Ambo del Tempo Ritrovato
La Saggezza del Lotto e il Quaderno della Nonna
Buongiorno, nipotini miei. Oggi vi scrivo con un calore nel cuore che non ha nulla a che fare con il riscaldamento acceso. Sono qui, nella solita cucina che profuma di buono, di quel profumo che non si può comprare in nessun negozio: un misto di lavanda fresca, farina e quel caffè appena uscito dalla moka che ti dice “bentornato a casa”.
Sono passato a trovare la Nonna perché, sapete, quando il mondo fuori corre troppo veloce, l’unico modo per non perdere la bussola è sedersi su quella sedia di legno impagliata e ascoltare chi il tempo l’ha saputo addomesticare.
Stamattina la Nonna era lì, nella sua poltrona preferita, quella con il poggiatesta un po’ logoro ma che sembra il trono più prezioso del mondo. Non stava leggendo il giornale e non stava facendo la calza. Guardava semplicemente fuori dalla finestra il ticchettio della pioggia sui vetri. Ma c’era qualcosa di strano: il vecchio orologio a pendolo della cucina, quello che scandisce le nostre vite da prima che io nascessi, era fermo.
Le lancette segnavano le 10 e 10 minuti. “Nonna,” le ho detto, “si è fermato il tempo? Vuoi che ci metta mano io?”. Lei ha sorriso, di quel sorriso che ti fa sentire piccolo e amato allo stesso tempo, e mi ha fatto segno di sedermi.
“Vedi Ginetto,” ha esordito con la sua voce che sembra una carezza, “la gente ha paura del tempo che si ferma. Tutti corrono, corrono sempre dietro a un numero, a un appuntamento, a un soldo che non basta mai. Ma a volte il tempo si ferma per farci un favore. Si ferma per dirci: ‘Ehi, guardati intorno. Sei sicuro di sapere dove stai andando?’. Stamattina l’orologio ha deciso che per oggi avevamo corso abbastanza.
E io, invece di caricarlo, l’ho ringraziato.” Ho capito subito che la mattinata sarebbe stata speciale. La morale del giorno era servita: la fortuna non corre mai dietro a chi ha fretta, ma aspetta chi sa sedersi ad aspettarla.
Il Segreto del Quaderno
Mentre versavo il caffè nelle tazzine spaiate – quelle con il bordino dorato che usiamo solo quando abbiamo tempo per parlare davvero – la Nonna ha allungato la mano verso la sua credenza. Con una lentezza quasi rituale, ha tirato fuori il suo famoso Quaderno dei Segreti. Ogni volta che lo vedo, provo un brivido. È un oggetto che ha un’anima.
Le pagine sono talmente gonfie di appunti e ricordi che la copertina fatica a chiudersi. È scritto con quella calligrafia di una volta, dritta e decisa, dove ogni “l” ha un ricciolo di eleganza e ogni “m” sembra una collina.
“Oggi, nipotino mio, non useremo i calcoli della distanza o le figure geometriche classiche,” mi ha detto aprendo il quaderno a una pagina che sembrava quasi brillare di luce propria. “Oggi usiamo il Metodo del Silenzio dell’Orologio. È un segreto che mi insegnò mia madre, la tua bisnonna, quando ero una ragazzina e mi lamentavo perché il pane ci metteva troppo tempo a lievitare.” Mi ha mostrato dei numeri cerchiati in rosso, accanto ai quali c’era scritto: ‘La pazienza è il sale della vincita’.
Il quaderno oggi parlava di armonia. La Nonna mi ha spiegato che i numeri non sono solo simboli matematici, ma sono come le persone: hanno simpatie, antipatie e momenti in cui hanno bisogno di stare da soli prima di apparire in pubblico. Il segreto oggi risiede nel numero che “manca”, in quello che si nasconde dietro il silenzio delle lancette. “Se l’orologio si ferma, Ginetto, vuol dire che il numero che stava per scattare ha deciso di prendersi una pausa. Ed è proprio lì che dobbiamo andare a scavare.”
La Smorfia della Nonna
La Nonna ha preso il cucchiaino e ha iniziato a girare il caffè con un ritmo ipnotico. “Allora, nipotini miei,” ha detto rivolgendosi idealmente a tutti voi, “prendete nota di quello che vi dice questa vecchia donna. Il tempo fermo è il numero 10, come le ore dell’orologio, ma è anche il 90, la paura che tutto finisca. Ma noi non abbiamo paura, perché il silenzio della casa è il numero 5. E la pioggia che batte sul vetro? Quella è musica, e la musica fa 22.”
Ha continuato a sfogliare il quaderno, accarezzando le pagine come se fossero la pelle di un bambino. “Vedi, questo 10 che si ripete due volte sulle lancette… 10 e 10… ci dice che la perfezione è vicina, ma bisogna saperla cogliere senza avidità. Molti giocatori fanno l’errore di voler tutto subito. Giocano troppi numeri, mettono troppa carne al fuoco e finiscono per bruciare tutto. La morale di oggi è la semplicità. Pochi numeri, ma scelti con il cuore pulito.”
La Nonna mi ha poi raccontato di quando, nel dopoguerra, un vicino di casa giocava sempre gli stessi numeri per anni, senza mai saltare un’estrazione. “Lo prendevano per matto, Ginetto. Dicevano che il tempo passava e quei numeri erano vecchi. Lui rispondeva sempre: ‘Il tempo non passa, il tempo matura’. E un giorno, quel tempo maturò così tanto che gli regalò una vincita che gli sistemò la vita. Non fu fortuna, fu fedeltà. Ecco cosa insegna la Smorfia oggi: siate fedeli ai vostri sogni, anche quando sembrano fermi come il mio pendolo.”
L’Ambo Secco
Siamo arrivati al momento solenne. Quando la Nonna decide l’ambo, la stanza sembra farsi più silenziosa. Ha intinto la penna nel calamaio (sì, usa ancora il calamaio per le grandi occasioni) e ha tracciato due numeri grandi sul bordo del quaderno. “Questi due sono nati oggi, tra il ticchettio che non c’era e il vapore del caffè,” ha sussurrato.
Il primo numero è il 10, il protagonista della nostra mattinata, il simbolo del tempo che si ferma per farsi guardare. Il secondo numero è il 44. Perché il 44? “Perché sono i passi che ho fatto per venire ad aprirti la porta,” ha detto ridendo. “E perché nel mio quaderno, il 44 è il numero dell’equilibrio, quello che serve per camminare sulla corda della vita senza cadere nella fretta.”
Questi due numeri, secondo la Nonna, sono legati da un filo invisibile. Il 10 è il comando, il 44 è la forza che lo sostiene. “Sono come un nonno e un nipote,” ha aggiunto guardandomi con affetto, “uno dà la direzione, l’altro dà la spinta. Non giocateli con rabbia, nipotini miei. Giocateli con la leggerezza di chi sa che la vita è bella anche se l’estrazione non sorride subito. La vera vincita è essere qui a parlarne.”
Il Consiglio della Nonna
👵 Il Regalo della Nonna
(Dal “Quaderno dei Segreti”, per l’estrazione del 3 Febbraio 2026)
Ruota Secca: FIRENZE
AMBO SECCO: 10 – 44
(Da giocare anche su TUTTE e NAZIONALE per recupero)
“Giocate poco, nipotini miei, che la fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo!”
Mentre richiudeva il quaderno, la Nonna mi ha dato un ultimo consiglio, quello che vale più di ogni ambo secco. “Ginetto, non dimenticare mai che i soldi del Lotto servono a comprare un sorriso extra, non a sostituire il lavoro o l’impegno. Se la fortuna arriva, è una benedizione, ma se non arriva, hai comunque tutto quello che ti serve se hai qualcuno con cui bere un caffè. La morale è questa: la ricchezza non è nel portafoglio, ma nel tempo che sappiamo dedicare a chi amiamo.“
Mi ha offerto un altro biscotto, di quelli fatti con lo strutto che si sciolgono in bocca, e mi ha mandato via con un bacio sulla fronte. “Vai ora, che la pioggia è smessa e il sole sta cercando di uscire. E non correre con la macchina, che la vita ti aspetta comunque.” Sono uscito da quella casa sentendomi l’uomo più ricco del mondo, non per i numeri che avevo in tasca, ma per la lezione che avevo nel cuore. Spero che questi numeri portino gioia a tutti voi, ma soprattutto spero che sappiate fermare il vostro orologio ogni tanto, per ascoltare il silenzio che parla.
Un abbraccio dal vostro Gino Pinna, e ricordate: la Nonna ha sempre ragione!
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